Mostra Sobredosis2016. Ho partecipato con il collage “Stendhal” in questa mostra collettiva tenutasi durante il 23 e 24 febbraio e dal 29 Febbraio al 6 Marzo nello Espacio Despliegue, Via Sombrereria, 10 (Lavapies, Madrid).
Il lavoro è un fotomontaggio digitale di 40 x 40 cm. stampato su Dibond. L’ispirazione viene da Henri Beyle, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Stendhal, è stato uno scrittore francese del XIX secolo, e universalmente conosciuto per la sindrome sindrome di Stendhal. Nel suo libro di 1826 Roma, Napoli e Firenze riportò:
« J’étais arrivé à ce point d’émotion où se rencontrent les sensations célestes données par les Beaux Arts et les sentiments passionnés. En sortant de Santa Croce, j’avais un battement de cœur, la vie était épuisée chez moi, je marchais avec la crainte de tomber. »
« Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »
Oggigiorno, non c’è bisogno di viaggiare per godersi l’arte. La sua profusione in tutti i media e le reti sociali ci invade in modo tale che queste palpitazioni e paure di cui parlava Stendhal sono diventati in temori a non saper distinguere ciò che è bello in arte e cosa non lo è. Il sovraccarico di immagini quotidiane che arrivano a noi come spettatori passivi hanno, in qualche modo, disattivato i nostri punti di connessione con la “bellezza”. L’arte senza tempo e la calma per goderlo si gira contro di noi e ci angoscia.
L’arte si esaurisce davanti ai nostri occhi. Poco possiamo fare a questo proposito. L’arte non è morto, ma il suo godimento, sí. Almeno ci resta la consolazione della felicità che porta il processo creativo all’artista. Quello non morirà.
Sobredosis2016 (Overdose2016) è una mostra che presenta una metafora visiva in torno alla overdose artistica che viviamo, non solo artisti, manager, critici, curatori, galleristi… ma il pubblico generale amante dell’arte, durante il mese di febbraio.ARCO, Art Madrid, JustMad, Flecha, Casa Leibniz, Room Art Fair, DeArte, We Are Fair, Drawing Room e altri eventi collaterali, diventano appuntamenti attraenti e interessanti, ma data la sua concentrazione nel breve spazio di quattro giorni, il visitatore può finire per subire un notevole sovradosaggio di arte.
Il progetto espositivo Sobredosis (Overdose) nasce nel 2015 dalla mano dell’artista e gestore culturale Adriana Bergés, che ha riunito il lavoro di diversi artisti in modo da riflettere sul sovradosaggio d’informazioni e di stimoli a cui i cittadini sono esposti quotidianamente. Data la buona accoglienza, questo 2016 Sobredosis è evoluta e incorpora la collaborazione di Raquel Moraleja (blogger a Lit Ar Co), 3K Art e Intercambiador Acart. Mantiene l’idea di sovrabbondanza e gli effetti della sua ricezione nel pubblico, ma si costrigne al mondo dell’arte nel corso di una data determinata: la Settimana dell’arte di febbraio a Madrid. Così, mantiene il suo carattere originale, ma incorpora anche un nuovo elemento: la riflessione. Organizzare una mostra alla Settimana dell’arte per ripensare in modo critico la Settimana d’arte è un esercizio di metareferenzialità.
Gli artisti qui riuniti, eletti da annuncio pubblico, hanno creato opere profondamente critiche ed originali: Jesús García Plata, Ausín Sáinz, Laura Tabarés, Le Frère, Juan Carlos Rosa Casasola, Jul Vellkömmen, Dora Ramón, Lidia García. Sata, Montaña Pulido, José Cavana, Raúl García Collado, Oleksandr McQuartz, Guilherme Bergamini, Ana Martínez, Sánchez del Castillo, Francisco Mateos Rego, Darío Estrada, Maricruz Reina, Julio C. Vázquez Ortiz, Lydia Garvín, Josep Santamaría, Dilyana Glogova, Felix Coll, Iker Lemos, Elia Núñez Barez, Guillermo Barbero, Cristina Santos, Carlos Nadal ed Endika Basaguren.
Dopo un intero weekend a guardare fiere d’arte contemporanea, classiche o più innovative, con gallerie e artisti ripetuti in molti spazi, il visitatore, sia professionale che amatoriale, finisce per passeggiare per le sale con la testa verso il basso. Il suo cervello non è in grado di processare nessun stimolo estetico in più. Allora, qual è lo scopo della concentrazione di fiere d’arte in appena quattro o cinque giorni? Sovralimentarci? Annoiarci? Quasi tutti gli artisti di Sobredosis, protagonisti del mercato dell’arte, hanno ricorso all’ingegno della satira per riflettere e creare.
Qui avete alcuni link ai media che hanno parlato della mostra Sobredosis2016: Art Boulevard, Frontera 0, Proyecto Duas, Pongamos que hablo de Madrid, Lit Ar Co, LaPostFeria… E le immagini che hanno fatto i ragazzi di Frontera 0 il giorno della inaugurazione.
February 23, 2016
Illustrazione e collage